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Guarire definitivamente dall’Acne prima che la sua estensione dia luogo ad antiestetici esiti
cicatriziali, specie al volto, è oggi certamente possibile, grazie a terapie mirate ad ogni diversa
manifestazione clinica dell’acne e dunque ad ogni singolo caso clinico.
I mesi estivi, a causa del notevole irraggiamento solare, non consentono di poter prescrivere alcune
importanti terapie che interferiscono appunto con il sole e che devono durare dai quattro ai sei mesi
senza interruzione.
Tuttavia spesso accade che molti pazienti, specie giovani adolescenti, i più colpiti da tale ostinata
dermopatia, si rivolgano al dermatologo per la prima volta proprio in primavera inoltrata, alle porte
dell’estate o addirittura nei mesi estivi, quando tali terapie non possono essere intraprese.
Il motivo del concentrarsi di tali richieste di cura in questo periodo, può essere forse ricercato nel
desiderio del giovane paziente affetto da acne di presentarsi “alla vetrina della bella stagione” nel
miglior aspetto esteriore possibile.
Quale miglior biglietto da visita di un volto curato, per relazionarsi al meglio nel sociale?
L’acne infatti non è solo una affezione cutanea ma purtroppo una vera e propria malattia che
coinvolge tanto gravemente la sfera psico-emotiva quanto la pelle e pertanto va presa in seria
considerazione e curata intervenendo prima possibile con terapie mirate e personalizzate, prima che
possa determinare conseguenze invalidanti sia sul piano estetico che su quello psicologico.
Aspetti psicologici ed implicazioni sociali
Per comprendere le cause della reale gravità dell’acne, occorre guardare con gli occhi dei pazienti,
ai quali quest’affezione cutanea può arrecare gravi sofferenze interiori.
Bisogna infatti considerare che la maggior parte di coloro che ne sono affetti sono adolescenti e che
la prevalente localizzazione dell’acne è al volto o comunque in aree del corpo quasi sempre
scoperte e quindi visibili sia nelle fasi acute della malattia, sia quando questa guarisce lasciando
inevitabilmente sulla pelle esiti cicatriziali permanenti.
L’età dei pazienti, giovani adulti, nella maggior parte dei casi adolescenti, è certamente la fase più
delicata della crescita psico-emotiva di un individuo e quella nella quale si formano e si consolidano
il carattere e la personalità ed inoltre quella nella quale si intensifica e si concretizza l’interesse per
l’altro sesso, ove piacersi e piacere sono condizioni essenziali, e l’aspetto estetico del volto è il
primo elemento ad entrare in gioco in tali meccanismi relazionali.
L’acne nodulo cistica che da luogo ad antiestetici esiti cicatriziali permanenti specie al volto, può in
alcuni casi essere considerata a pieno titolo una “dismorfofobia” (patologia nella quale il paziente
non accetta la propria immagine corporea o di parti del proprio corpo, come accade per, la cellulite,
le orecchie a ventola, il naso adunco o con il gibbo ed altri”inestetismi”), fino ad incidere sulla sfera
psichica al punto da arrecare talvolta la perdita di autostima, l’instaurarsi di un senso di
inadeguatezza, di complessi di inferiorità, frustrazioni, ansia e cosi via dicendo, fino ad arrivare alla
depressione ed a quello che può conseguirne.
Quanto anzi detto assume dimensioni spropositate se si considera che viviamo in un epoca in cui
ogni giorno di più i modelli di vita proposti, anzi imposti dai media sono esclusivamente quelli di
bellezza e perfezione fisica che sono alla portata di pochi fortunati, baciati alla nascita da madre
natura.
Cos'è l'acne
L’acne è una affezione cutanea che colpisce una buona percentuale di adolescenti in età compresa
tra i 10 e i 25 anni. I quadri clinici sono molto variabili, da forme modeste, caratterizzate
prevalentemente da comedoni (punti neri) e pochi elementi pustolosici (brufoli), alle forme piu
gravi ed invalidanti dal punto di vista estetico, con presenza di nodulo-cisti ad evoluzione spesso
cicatriziale (forme nodulo cistiche); le forme intermedie di acne sono molteplici ed anche molto
frequenti.
Le varie forme di acne sono generalmente conseguenti all’infezione batterica (spesso è responsabile
il propionibacterium acnes) dell’unità pilo-sebacea, e pertanto colpisce aree del corpo ove sono
presenti in gran numero le ghiandole sebacee (viso, tronco, dorso).
La cute del volto in particolare è molto ricca di ghiandole sebacee, la cui funzione fisiologica è
quella di produrre il sebo che svolge numerose funzioni tra cui quella di mantenere attive le
funzioni di barriera della cute, attraverso la costituzione di un sottile film idro-lipidico, di mantenere
il giusto grado di idratatazione, etc.
Ogni ghiandola sebacea è anatomicamente annessa ad un follicolo pilifero, accanto al quale è
presente lo sbocco della ghiandola stessa e dal quale fuoriesce il sebo (unità pilo-sebacea).
Notevole influenza nel determinismo dell’acne è comunque da attribuire ad un delicato meccanismo
dinamico della ghiandola sebacea in cui entrano in gioco fenomeni ormonali, in particolare gli
ormoni sessuali.
Gli ormoni maschili (androgeni), (comunque presenti anche nel sesso femminile) la cui increzione
aumenta nei periodi di stress, oppure nella donna la relativa diminuzione di quelli femminili rispetto
ai primi, sono in grado di iperstimolare la secrezione delle ghiandole sebacee, con aumentato
accumulo di sebo nell’unità pilo-sebacea ed anche di modificare qualitativamente il sebo.
L’intasamento del follicolo pilifero in cui sbocca la ghiandola determina poi una serie di
modificazioni del sebo, dovute a fenomeni ossidativi, che diviene quindi sede di colonizzazione
batterica, responsabile dell’infezione dell’unità pilo sebacea, (la pustola acneica appunto), ricca di
pus, e volgarmente denominata brufolo.
Per usare una metafora, la ghiandola sebacea annessa al follicolo pilifero, è normalmente simile a
una bottiglia che, in seguito all'aumento della quantità di sebo che vi viene prodotto, assume
l'aspetto di un fiasco; l'altro momento fondamentale è la formazione del "tappo", a cui concorre
anche l’aumentata disgregazione cellulare degli strati più superficiali della pelle, che, con squame
costituite da cellule epidermiche dello strato corneo, costituisce appunto il tappo, o comedone
(punto nero, in realtà tale solo dopo esposizione all’aria per un meccanismo di ossidazione). Sul
sebo che rimane così intrappolato all'interno del follicolo pilifero agiscono dall'esterno alcuni
batteri, che infettano il materiale stagnante, determinando così la vera e propria pustola.
E’ scientificamente dimostrato che non esiste relazione diretta tra assunzione di alcuni cibi
(cioccolato, salumi, patatine fritte, etc.) e la comparsa di acne, come narrano diffuse credenze
popolari, ma è altresì plausibile che le tossine liberate a livello dell’intestino ed accumulate nel
sangue dopo un abbondante libagione ricca di grassi, possa portare indirettamente ad una
alterazione della qualità del sebo prodotto dalle ghiandole e dunque ad una maggiore suscettibilità
della unità pilo sebacea ad infettarsi.
Le terapie
Il medico dermatologo è l’unica figura professionale in grado di porre una corretta diagnosi e di
somministrare le terapie mediche appropriate; le terapie a base di preparati erboristici e le terapie fai
da te a base di prodotti cosmetici possono aggravare l’acne o ritardare la guarigione.
Molta attenzione va posta agli aspetti clinici del momento: a volte possono prevalere gli aspetti
pustolosi, a volte quelli infiammatori e a volte quelli comedonica, ma ciò non è sufficiente.
Non esiste infatti una terapia standard per ciascuna varietà clinica di acne, bensì il singolo caso
clinico di ogni paziente affetto da tale patologia, per il quale vanno presi in considerazione
numerosi fattori e svolti una serie di esami laboratoristici e strumentali prima di avviare la cura, sia
per valutare se esistano condizioni cliniche con cui eventuali farmaci potrebbero interferire, oppure
cause organiche predisponenti.
E’ sempre opportuno per esempio indagare nelle pazienti di sesso femminile, con una ecografia
pelvica, la eventuale presenza di una micropolicistosi ovarica , responsabile in molti casi di turbe
ormonali croniche, in tal caso una adeguata terapia ormonale con contraccettivi orali migliora
rapidamente anche la fenomenologia cutanea ed apre la strada alle cure dermatologiche verso la
risoluzione definitiva.
Gli strumenti terapeutici oggi a disposizione del dermatologo non sono più soltanto i detergenti
specifici ed farmaci topici, (creme, pomate, unguenti e gel), certamente ancora di fondamentale
importanza specie se usati in associazione, ma anche e soprattutto farmaci sistemici (terapia orale)
sia antibiotici sia retinoidi derivati dalla vitamina A acida (isotretinoina), che usati opportunamente
quando vi sono le indicazioni e con le dovute cautele e controlli periodici, consentono di
raggiungere i risultati desiderati in pochi mesi di terapia e con pochi effetti collaterali.
L’isotretinoina in particolare, se assunta oralmente con regolarità a dosaggi proporzionati al peso
corporeo ed alla gravità della forma clinica, e per un periodo di tempo adeguato (da quattro a sei
mesi) è in grado di determinare un cambiamento definitivo del tipo di pelle, da grassa ed untuosa a
normale o mista, agendo direttamente sulle ghiandole sebacee non solo del viso ma della pelle di
tutto il corpo, cuoio capelluto incluso. Essa è infatti agisce attraverso un meccanismo che provoca
sulle ghiandole sebacee tre effetti principali: la miniaturizzazione progressiva della ghiandola
stessa, la riduzione della produzione di sebo, ed il cambiamento qualitativo dello stesso. Questi
effetti sono definitivi, e si mantengono poi stabili nel tempo, anche anni dopo la sospensione della
terapia.
Tale terapia richiede tuttavia una attenta valutazione medica clinica e laboratoristica del paziente,
del quale va studiata la funzionalità epatica e renale con esami ematobiochimici (analisi del sangue)
da effettuare sia prima dell’inizio della terapia sia in corso della stessa con frequenza di circa 25
giorni e fino al termine della terapia stessa, nonché, in caso di pazienti di sesso femminile in età
fertile, una copertura anticoncezionale da consigliare a partire dal mese che precede l’inizio della
terapia fino ad un mese (meglio sei mesi o un anno) dopo il termine della stessa, a causa dei rischi a
carico del feto a cui tale terapia espone in caso di concepimento avvenuto in corso di tale terapia.
I pazienti sia maschi che femmine devono essere informati del divieto sia di donare il sangue in
corso di terapia che di condividere la terapia stessa con altre persone, (amici o parenti) che non
siano sottoposti a sorveglianza medica previa specifica valutazione dell’indicazione al trattamento
e prescrizione adeguata al caso clinico con il dosaggio opportuno.
Il periodo migliore per iniziare tali importanti terapie è quello che va dalla metà di settembre fino
massimo alla fine di dicembre, per portarle a compimento al massimo nei mesi di marzo – aprile o
al più tardi maggio.
Un cenno meritano anche le terapie che si avvalgono di particolari tipi di Laser (luci pulsate) e
lampade colorate (a luce blu) per la fototerapia, che emettono una luce ad una lunghezza d’onda tale
da esercitare una effetto antinfiammatorio sull’acne di grado da medio-moderato a severo, ma
queste terapie non sono applicabili in combinazione a quelle con i farmaci orali precedentemente
descritte.
In generale l’acne comunque tende a migliorare d’estate e a peggiorare con l’inverno, con il
"contributo" aggiuntivo della ripresa dell’attività scolastica e lo stress che essa comporta; durante il
periodo estivo, inoltre, non è possibile utilizzare gran parte dei prodotti topici più potenti, ne
tantomeno di quelli sistemici in quanto la successiva esposizione al sole di questi agenti chimici
(retinoidi, benzoilperossido) potrebbe causare forte irritazioni (reazioni da fotosensibilità), dovendo
limitarsi a terapie di mantenimento.
E' fondamentale che la pustole acneiche (i brufoli) non vengano stuzzicati o, peggio, spremuti:
queste manovre se non eseguite correttamente ed in modo sterile possono portare ad un
peggioramento dell’acne, con il risultato di esiti cicatriziali peggiori.
Al contrario è molto utile per i pazienti affetti da forme gravi di acne nodulo cistica, con presenza di
numerose piccole cisti biancastre sotto pelle, sottoporsi, per accelerare il corso della terapia in atto,
a sedute di apertura delle microcisti, in ambiente medico e pertanto con la massima sterilità, per
impedire a queste la loro successiva naturale evoluzione in grosse pustole ad evoluzione cicatriziale.
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