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Il dermatologo è ancora considerato come quella figura professionale medica che si occupa di curare le malattie della pelle, prescrivendo preparati per uso topico (pomate, creme, unguenti, tinture e galenici) o farmaci per uso sistemico.
In realtà la competenza dello specialista dermatologo aggiornato sconfina molto al di là di questa visione riduttiva del campo di interesse dermatologico.
Il dermatologo, profondo conoscitore della pelle, si occupa infatti, non solo di curare le malattie infettive cutanee, quelle infiammatorie e quelle sistemiche ad interessamento cutaneo, ma anche di trattare chirurgicamente con le più fini tecniche di Chirurgia Plastica, la patologia neoplastica benigna e maligna della cute, nel massimo rispetto della integrità cutanea, delle strutture anatomiche e della loro funzionalità, con la accuratezza necessaria per ottenere una elevata qualità estetica degli esiti cicatriziali.
Tali caratteristiche rappresentano il principale aspetto differenziativo con la Chirurgia Plastica Ricostruttiva, nobilissima arte chirurgica che si occupa della ricostruzione, oltre che della cute, soprattutto dei tessuti profondi, muscolo-legamentosi ed ossei.
La nascita nell’ambito della specialità Dermatologica, di ultraspecializzazioni quali la Dermochirurgia, la Chirurgia Dermo-Oncologica, la Dermatologia Ricostruttiva e la Dermatologia Plastica, sinonimi le cui denominazioni rivendicano l’impronta chirurgica, testimonia che il campo d’interesse della specialità è realmente così ampio da integrarsi in modo interdisciplinare con quello di altre branche specialistiche quali soprattutto la Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva, l’Oculistica, l’Otorinolaringoiatria, etc..
La dermochirurgia è dunque il volto chirurgico della dermatologia.
Essa concerne l'attività terapeutica che sulla pelle o sulle mucose visibili, deve essere effettuata con l'intervento del bisturi, laser od altri strumenti atti ad asportare o correggere lesioni ed alterazioni dipendenti da cause locali e generali.
Il dermatologo, fatta la diagnosi e nel caso che ve ne sia l'indicazione, decide con che mezzo asportarla.
La tecnica migliore viene selezionata in base alle caratteristiche della lesione e ad altri fattori.
Questa può essere l'escissione chirurgica semplice o con plastiche di vicinanza, l'innesto, la diatermocoagulazione,il laser, la dermoabrasione meccanica o chimica (peeling), la crioterapia, la radioterapia od altro ancora.
Il dolore nei trattamenti dermatologici
Uno dei principali problemi che si pongono i pazienti nei confronti dei trattamenti di dermatologia plastica è costituito dal "dolore" ossia dal grado di sofferenza che gli stessi trattamenti provocano. La dermatologia plastica è una branca soft e pertanto, nella maggioranza dei casi,non richiede anestesie particolari, se non l'applicazione di creme anestetiche, quali l'emla. Normalmente non viene mai eseguita anestesia locale per infiltrazione.
Ma vediamo in dettaglio.
La laserterapia vascolare è nella nostra esperienza una metodica che non richiede affatto anestesia locale. Sia la la laserterapia della couperose che quella delle teleangectasie (parliamo di teleangectasie,non di vasi reticolari)degli arti inferiori non richiedono in nessun caso nessuna forma di anestesia locale e sono in genere ben tollerate. Anche la laserterapia delle lesioni pigmentate, eseguita a basse fluenze ,è assolutamente ben tollerata.
Diverso è il caso del trattamento laser dei tatuaggi,in cui soprattutto in determinate zone del corpo e a determinate fluenze, il dolore può anche essere intenso. In questo caso l'anestetico topico può effettivamente essere utile. La laserdepilazione non richiede anestesia topica se non in pz particolarmente sensibili e in zone particolari quali la regione inguinale.
La microdermoabrasione per le cicatrici del viso è un trattamento molto più accessibile del laser resurfacing(che richiede lo stato di sedazione) e più compatibile con la vita sociale ;si consiglia comunque in questo caso l'applicazione di emla. Per le smagliature trattate in microdermoabrasione normalmente questa applicazione non è necessaria. Lo stesso dicasi per i peeling molto superficiali,superficiali e medio superficiali eseguiti in dermatologia plastica.
Le neoformazioni antiestetiche , se possibile,vengono asportate mediante l'utilizzo di spry applicati al momento dell'intervento senza infiltrazione.
Le iniezioni di filler e di acido polilattico richiedono l'applicazione di emla solo in soggetti particolarmente sensibili;comunque in ogni caso l'emla è consigliabile per eseguire la tecnica in ambiente più rilassato.Indispensabile è invece nella esecuzione di riempimento delle labbra.
Ma che cos'è l'Emla? E' una associazione di lidocaina e prilocaina che ha effetto immediato (5-10 minuti) se applicata sulle mucose,mentre sulla cute integra richiede dai 30 ai 60 minuti.Gli effetti collaterali che può dare sono eritema,prurito,porpora,allergia e sono comunque rari .L'effetto collaterale più serio è la metaemoglobinemia, che si può evitare limitando la estensione della sede di applicazione.
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