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Dermoabrasione

E’ il trattamento dermochirurgico impiegato per levigare la superficie cutanea per livellare irregolarità cutanee importanti. La più moderna si avvale dei laser ad anidride carbonica ultra pulsati e dei laser ad erbium (vedi laser ablativi).

Può essere effettuata inoltre con strumenti dotati di frese diamantate o spazzole metalliche rotanti ad un numero di giri elevatissimo o con strumenti dotati di manipoli all’interno dei quali vengono eiettati con un getto a forte pressione, cristalli corindone, recuperati da un circuito interno al manipolo stesso.



Diatermocoagulazione

E’ una tecnica chirurgica basata sull’impiego di uno strumento, il diatermocoagulatore appunto, o elettrobisturi, che sfrutta il calore generato dalla corrente elettrica, per la distruzione di alcune neoformazioni cutanee. Un nuovo strumento con finalità analoghe è il radiobisturi o bisturi a radiofrequenza, che producendo meno calore, determina sui tessuti trattati, un danno termico di gran lunga inferiore al precedente.

Sono impiegati, oltre che in chirurgia dermatologica per il taglio diatermico e per ottenere l’emostasi (arresto del sanguinamento dei piccoli vasi), come seconda scelta in alternativa al Laser, per il trattamento chirurgico di firomi penduli, cheratosi attiniche, verruche volgari, condilomi, angiomi senili. Rimane ancora oggi, con l’impiego dell’ago sottile, uno dei pochi trattamenti sicuramente efficace nell’ottenere la depilazione definitiva.

Shaving e curettage

Sono tecniche utilizzate per eliminare neoformazioni cutanee, mettendole “a piatto” con la cute circostante.
Sono attuate con differenti metodiche e strumenti ed hanno indicazioni differenti.
Sono entrambe metodiche di escissione (asportazione) tangenziale, rispetto alla superficie cutanea.

La prima può essere effettuata sia con il tradizionale bisturi a lama fredda che con l’elettrodo piatto o a punta del diatermocoagulatore, sia con il raggio del Laser ad anidride carbonica. E’ indicata per asportare neoformazioni cutanee benigne che siano ben rilevate rispetto alla superficie cutanea e con base d’impianto piccola.

La seconda consiste nel grattare via dalla superficie cutanea, con apposito strumento detto curette o cucchiaio tagliente (o di Volkmann), neoformazioni verrucose benigne piatte ed aderenti alla cute, a base d’impianto larga. E’ impiegata per eliminare cheratosi (o verruche) seborroiche, molluschi contagiosi, verruche piane, etc.

In entrambe le tecniche il microsanguinamento che consegua all’abrasione può essere arrestato con una delicata diatermocoagulazione superficiale.

L'unghia incarnita (o Onicocriptosi)

Consiste in un processo infiammatorio (granuloma) dovuto alla crescita anomala di un unghia che va ad incunearsi nelle parti laterali delle dita. Il primo dito del piede (alluce) è quello più frequentemente interessato.

La terapia è chirurgica e l’intervento consiste nella asportazione totale o parziale dell’unghia, e prevede talvolta la distruzione di quella porzione della matrice ungueale dalla quale origina la spicula che va ad incunearsi nei tessuti molli periungueli provocando il granuloma. La distruzione parziale della matrice (matricectomia) può essere effettuata o con tecnica chirurgica tradizionale con il bisturi, oppure chimica, utilizzando fenolo all’88%, (fenolizzazione) o mediante fotocoagulazione Laser.