Asportazione per l’accertamento della natura biologica della lesione mediante esame istologico.
Asportazioni chirurgiche e tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica per il trattamento di lesioni cutanee e sottocutanee.
Tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica per l’asportazione di lesioni della pelle, del cuoio capelluto e del tessuto sottocutaneo, con esame istologico quando indicato.
Asportazione per l’accertamento della natura biologica della lesione mediante esame istologico.
Nei benigni dermici in rilievo, nei sporgenti papillomatosi e moriformi, porri, fibromi, dermatofibromi e neurofibromi. L’asportazione completa è seguita dall’esame istologico.
Nei benigni dermici in rilievo, nei sporgenti papillomatosi e moriformi, porri, fibromi, dermatofibromi e neurofibromi. L’asportazione completa è seguita dall’esame istologico.
Asportazione completa radicale di tumori maligni della pelle e del cuoio capelluto, con accertamento della natura biologica mediante esame istologico
Di fronte a un nevo sospetto o a un tumore cutaneo, il chirurgo dermatologo può procedere all’asportazione della lesione e al successivo esame istologico.
La tecnica viene scelta dopo la visita dermatologica e l’eventuale esame dermatoscopico, tenendo conto della natura e della sede della lesione.
Sulla base del risultato, il dermatologo stabilisce se l’asportazione sia stata sufficiente oppure se sia necessario intervenire una seconda volta per motivi di radicalità oncologica legati alla natura della lesione.
Visita dermatologica ed eventuale esame dermatoscopico in epiluminescenza.
Intervento ambulatoriale in anestesia locale, eseguito con bisturi o, nei casi selezionati, mediante Laser CO₂.
Analisi microscopica del tessuto per definire con certezza la natura della lesione.
Di fronte a un nevo sospetto o che è divenuto tale, oppure a un tumore cutaneo, il chirurgo dermatologo provvede all’asportazione dello stesso, seguita da un esame microscopico del pezzo, definito esame istologico.
Solo l’esame istologico consente di avere una diagnosi di certezza. A seguito di questa, il dermatologo è in grado di stabilire se l’asportazione sia stata sufficiente oppure se sia necessario intervenire una seconda volta per motivi di radicalità oncologica, legati alla natura della lesione stessa.
L’intervento viene effettuato ambulatorialmente, in anestesia locale, analoga a quella praticata dal dentista.
L’asportazione sia di un nevo sia di un tumore cutaneo viene praticata con un bisturi a lama. La pelle viene poi ricucita, possibilmente mediante una sutura estetica, per lasciare il minor segno possibile.
Anche i nevi non ritenuti a rischio dal dermatologo possono essere asportati, se il paziente lo desidera, per motivi estetici o funzionali. In alcuni casi selezionati può essere impiegata la tecnica di shaving con il Laser CO₂, ma soltanto quando consente di effettuare l’esame istologico.
È un errore del passato ritenere che i nei non debbano essere asportati. I nevi devono essere asportati quando vengono ritenuti dal dermatologo sospetti o a rischio, per poter effettuare l’esame istologico che permette una diagnosi di certezza.
Il vero pericolo può derivare dal ritardo nell’asportazione di un nevo ritenuto dal dermatologo a rischio o sospetto.
a scelta viene definita dopo la visita dermatologica, valutando natura, sede e caratteristiche della lesione, oltre alla necessità di effettuare un esame istologico.
È necessario quando vi sia il sospetto di un nevo a rischio, displastico o melanoma iniziale .
Quando, pur essendo benigno, provoca disagio estetico o problemi funzionali.
Quando il dermatologo lo considera sospetto o a rischio.
Indicazioni, valutazione dermatologica e differenze tra le due tecniche.
La tecnica viene scelta dopo la visita dermatologica e, quando necessario, dopo l’esame dermatoscopico in epiluminescenza.
Quando il dermatologo individua un nevo sospetto o a rischio, l’asportazione viene effettuata a scopo bioptico per ottenere un esame istologico e una diagnosi di certezza.
Un nevo benigno può essere rimosso anche per motivi estetici o funzionali, quando la sua posizione o il suo rilievo provocano fastidio al paziente.
L’esame in epiluminescenza consente al dermatologo esperto dermatoscopista di analizzare le caratteristiche interne del nevo e di valutare l’eventuale presenza di strutture atipiche o sospette.
La visita permette inoltre di confrontare le tecniche disponibili, i loro vantaggi e i relativi limiti in relazione allo specifico caso clinico.
È preferibile quando il nevo è sospetto o a rischio e quando l’esame istologico costituisce il motivo principale dell’asportazione.
Può essere valutato per nevi in rilievo, soprattutto del volto, quando la diagnosi non lascia dubbi sulla natura benigna.
La tecnica di shaving con laser può consentire l’esame istologico, ma non garantisce la radicalità dell’asportazione.
Sia l’asportazione con Laser CO₂ sia quella chirurgica possono essere eseguite ambulatorialmente e in anestesia locale.
Nella tecnica chirurgica la pelle viene riaccostata mediante sutura estetica intradermica oppure, quando necessario, con sottili punti esterni.
L’intervento dura generalmente circa 15–20 minuti e poco dopo il paziente può normalmente tornare a casa.
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